LA RETE ECOLOGICA REGIONALE DELL’UMBRIA

Uno degli impatti potenziali a carico degli ecosistemi è la frammentazione degli habitat con relativa perdita di capacità di connessione ecologica. Con il Progetto di Rete Ecologica Regionale (R.E.R.U.), la Regione Umbria ha dato senso compiuto al disegno di una rete ecologica multifunzionale, a intera copertura regionale, basata sulla lettura e sull’interpretazione delle esigenze ecologico-relazionali della fauna rispetto sia agli aspetti dell’equilibrio ecosistemico nei processi della trasformazione di suolo, sia alle attività di gestione del territorio umbro. Il progetto contribuisce a favorire l’attuazione di strategie di carattere sia nazionale sia europeo.

Lo scopo della rete ecologica, in primo luogo, è di evitare la frammentazione degli habitat conseguente ai fenomeni di antropizzazione e, in secondo luogo, di connettere la politica specifica delle aree protette a quella più globale della conservazione della natura. La Rete Ecologica è intesa quindi come una rete di ecosistemi di importanza locale o globale, costituita da corridoi quali: zone umide, aree boscate, prati, pascoli, parchi di ville, corsi d’acqua naturali e artificiali, siepi, filari e viali alberati che connettono aree naturali di maggiore estensione, che sono di fatto serbatoi di biodiversità.

Con Atto Deliberativo n. 2003 del 30/11/2005 la Giunta Regionale umbra ha approvato il progetto di Rete Ecologica della Regione Umbria (R.E.R.U.), già recepita nel P.U.T. con L.R. n. 11 del 22/02/2005, modificando la L.R. n. 27 del 24/03/2000. Attualmente la materia è normata dagli artt. 81 e 82 della L.R. 1/2015 “Testo Unico del governo del territorio e materie correlate”, che ha abrogato le due leggi precedenti.

Nello specifico il progetto ha permesso di individuare sull’intero territorio regionale quelle connessioni vegetazionali considerate “corridoi”, che favoriscono la bio-permeabilità, collegando tra loro i “nodi” rappresentati dalle Aree Naturali Protette e dai Siti Natura 2000. La R.E.R.U. individua 8 categorie di aree ecologiche:

– Unità Regionali di connessione ecologica (habitat)

– Unità regionali di connessione ecologica (connettività)

– Corridoi e Pietre di guado (habitat)

– Corridoi e Pietre di guado (connettività)

– Frammenti (habitat)

– Frammenti (connettività)

– Barriere antropiche (aree edificate, strade e ferrovie)

– Matrice (aree non selezionate dalle “specie ombrello1”).

La Rete Ecologica Regionale, quale sistema interconnesso di habitat, di elementi paesistici e di unità territoriali di tutela ambientale finalizzato alla salvaguardia ed al mantenimento della biodiversità, è costituita da:

a) unità regionali di connessione ecologica, quali aree di habitat delle specie ombrello di estensione superiore alla soglia critica, reciprocamente connesse, comprese relative fasce di permeabilità ecologica;

b) corridoi, quali aree di habitat di estensione inferiore alla soglia critica ma reciprocamente connesse, comprese relative fasce di permeabilità ecologica in forma lineare o areale collegate con le unità regionali di connessione ecologica;

c) frammenti, quali aree di habitat di estensione inferiore alla soglia critica, reciprocamente non connesse e non collegate alle unità regionali di connessione ecologica, ma circondate da una fascia di categorie ambientali non selezionate dalle specie ombrello.

Più nello specifico, e con riferimento alla successiva Fig. 7 – illustrativa della RERU per il territorio dei dieci Comuni del Consorzio B.I.M. ubicati in Valnerina – si hanno:

  • Unita’ regionali di connessione ecologica: categorie vegetazionali selezionate (habitat) da lupo, gatto selvatico europeo, capriolo in aree continue (con superficie >= 50 ettari) e da tasso, istrice, lepre bruna (con superficie >= 20 ettari); fascia di matrice a distanze inferiori o uguali a 250 metri (lupo, capriolo, lepre bruna) e inferiori o uguali a 100 metri (tasso, gatto selvatico europeo, istrice) dalle aree di habitat (connettività);
  • Corridoi e pietre di guado: aree di habitat con superficie inferiore ai 50 ettari (lupo, gatto selvatico europeo, capriolo) e con superficie inferiore ai 20 ettari (tasso, istrice, lepre bruna) reciprocamente distanziate (connettività) in misura inferiore o uguale ai 250 metri (lupo, capriolo, lepre bruna) e inferiore o uguale ai 100 metri (tasso, gatto selvatico europeo, istrice) in forma lineare (corridoi) o areale (pietre di guado) in connessione (distanze <= 250 e <= 100 metri) con le Unità Regionali di Connessione Ecologica;
  • Frammenti: aree di habitat con superficie inferiore ai 50 ettari (lupo, gatto selvatico europeo, capriolo) e con superficie inferiore ai 20 ettari (tasso, istrice, lepre bruna) reciprocamente distanziate più di 250 metri (lupo, capriolo, lepre bruna) e più di 100 metri (tasso, gatto selvatico europeo, istrice) non connesse (distanze > 250 e > 100 metri) alle Unità Regionali di Connessione Ecologica ma circondate da una fascia di matrice inferiore ai 250 metri e inferiore ai 100 metri (connettività);
  • Matrice: categorie vegetazionali non selezionate da lupo, gatto selvatico europeo, tasso, capriolo, istrice, lepre;
  • Barriere antropiche: aree edificate, strade, ferrovie.

Prendendo in considerazione, per l’asta del Nera dal confine regionale con le Marche sino al suo punto più a valle Comune di Scheggino, una fascia di dieci metri contigua ad entrambe le fasce spondali (area di pertinenza la cui tutela è affidata – dall’art. 115 del DLgs 152/2006 – alla disciplina regionale), equivalente ad una superficie complessiva di circa 90 ettari (88,92), è possibile rilevare che:

Fig. 7 – RERU in corrispondenza dei 10 Comuni interessati
  • le Unità Regionali di connessione ecologica (habitat) costituiscono il 74,3% del totale;
  • le Unità regionali di connessione ecologica (connettività) costituiscono il 21,3% del totale;
  • i Corridoi e Pietre di guado (habitat) costituiscono lo 0,0% del totale;
  • i Corridoi e Pietre di guado (connettività) costituiscono lo 0,9% del totale;
  • Frammenti (habitat) costituiscono lo 0,0% del totale;
  • i Frammenti (connettività) costituiscono lo 0,0% del totale;
  • le Barriere antropiche (aree edificate, strade e ferrovie) costituiscono l’1,9% del totale;
  • la Matrice (aree non selezionate dalle “specie ombrello) costituisce l’1,5% del totale.

Come si vede, nonostante la fascia ripariale del corpo lotico dovrebbe godere della massima tutelata (paesistica, ambientale), non tutta la fascia vegetazionale più a ridosso del corso d’acqua sembra idonea alla presenza faunistica (si ricorda che sono stati considerati 10 metri dalla sponda).

Considerando invece un buffer totale di 40 metri (per cui 20 per sponda, per una superficie pari al doppio della precedente), la situazione varia – in negativo per quanto riguarda la presenza di Barriere antropiche – come di seguito.

  • le Unità Regionali di connessione ecologica (habitat) costituiscono il 63,0% del totale;
  • le Unità regionali di connessione ecologica (connettività) costituiscono il 31,4% del totale;
  • i Corridoi e Pietre di guado (habitat) costituiscono lo 0,0% del totale;
  • i Corridoi e Pietre di guado (connettività) costituiscono lo 0,8% del totale;
  • i Frammenti (habitat) costituiscono lo 0,0% del totale;
  • i Frammenti (connettività) costituiscono lo 0,0% del totale;
  • le Barriere antropiche (aree edificate, strade e ferrovie) costituiscono l’3,5% del totale;
  • la Matrice (aree non selezionate dalle “specie ombrello) costituisce l’1,2% del totale.



LA RETE NATURA 2000 IN MEDIO-ALTA VALNERINA

Natura 2000 è una rete di aree destinate alla conservazione della biodiversità sul territorio dell’Unione Europea istituita dall’art.3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 12 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

La direttiva 92/43/CEE “Habitat” prevede la realizzazione della rete ecologica europea Natura 2000 formata da “Zone Speciali di Conservazione” (ZSC) e “Zone di Protezione Speciale” (ZPS) e si pone in continuità con la direttiva 2009/147/CE “Uccelli”, relativa appunto alla conservazione degli uccelli selvatici. Il recepimento della direttiva “Habitat” è avvenuto in Italia attraverso il DPR 357/1997, modificato e integrato dal DPR 120/2003.

Fig. 8

La Regione Umbria ha costituito un proprio sistema di siti, che funge da vera e propria rete ecologica, composto da 102 siti di cui: 94 ZSC, 5 ZPS, 1 SIC “Lago di S. Liberato”, 1 ZSC/ZPS “Palude di Colfiorito” e 1 SIC/ZPS “Monti Sibillini” che interessano il 15,9% del territorio regionale per una superficie complessiva di circa 140.000 ettari.

I dieci Comuni di che trattasi vedono la presenza, insieme, di 19 ZSC, 1 ZPS ed 1 SIC/ZPS, per una superficie complessiva dei siti di conservazione superiore ai 30.000 ettari, circa il 35% di questo territorio.

L’asta principale del Nera, dal suo ingresso in regione sino all’abitato di Ferentillo, è totalmente ricompresa nella ZSC cod. IT5210046 “Valnerina”, che vede una superficie complessiva di 679 ettari, mentre l’ambito comunitario considerato sino a Scheggino occupa una superficie di 548 ettari (Fig. 8).

Il sito cod. IT5210046 occupa il fondovalle della sezione di bacino del fiume Nera dal confine regionale con le Marche fino alla Provincia di Terni ed appartiene alla regione bio-geografica mediterranea.

Il corso del Nera, che scorre incassato fra versanti calcarei piuttosto acclivi coperti di boschi e con alcune pareti rocciose, nel tratto che interessa il territorio dei due comuni si presenta con una valle più ampia che a monte: le sponde fluviali presentano porzioni di foresta igrofila relitta composta da salici (Salix spp.), pioppi (Populus spp.) ed ontani (Alnus glutinosa), e le acque, che mantengono portata e temperatura pressochè costanti durante l’arco dell’anno, si contraddistinguono per la ricca vegetazione idrofitica favorita dal basso grado di inquinamento.

1 Le “specie ombrello” individuate nella RERU sono 6 specie di macromammiferi: 3 consumatori primari (lepre bruna, istrice e capriolo) e 3 consumatori secondari (gatto selvatico, lupo appenninico, tasso) che vivono nel territorio umbro interagendo con l’ecosistema-paesaggio in cui sono inseriti, al contempo fungendo da indicatori delle sue condizioni ambientali, dal momento che le loro esigenze ecologiche coprono come un “ombrello” quelle di un numeroso gruppo di vertebrati autoctoni regionali.

Qui le Misure di conservazione sitospecifiche approvate nel Piano di Gestione (DGR n. 1535/2012) del sito Natura 2000, le quali contengono sia i divieti che le misure promosse e da incentivare.


1 Le “specie ombrello” individuate nella RERU sono 6 specie di macromammiferi: 3 consumatori primari (lepre bruna, istrice e capriolo) e 3 consumatori secondari (gatto selvatico, lupo appenninico, tasso) che vivono nel territorio umbro interagendo con l’ecosistema-paesaggio in cui sono inseriti, al contempo fungendo da indicatori delle sue condizioni ambientali, dal momento che le loro esigenze ecologiche coprono come un “ombrello” quelle di un numeroso gruppo di vertebrati autoctoni regionali.

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